Psicologo attacchi di panico Roma: chiedi il supporto giusto per una soluzione definitiva.

Psicologa Roma attacchi di panico e disturbi correlati
Gli attacchi di panico sono una delle esperienze più spaventose e invalidanti che una persona possa vivere e possono influenzare enormemente la qualità della vita di chi ne soffre.
Se anche tu hai provato una paura così intensa in cui hai sentito di perdere il controllo, sappi che non sei solo ma puoi imparare a gestirli e a superarli.

Che cosa sono gli attacchi di panico?
Il panico è una reazione estrema di paura che coinvolge tutto il nostro organismo.
E’ un episodio spesso improvviso e intenso di paura, o ansia, che può colpire chiunque, molte volte senza un motivo apparente.
Può essere scatenato da stimoli reali, pensieri, immagini mentali, che siano realistiche o fantasiose, oppure, come nel disturbo da panico, dalla paura stessa di poterne avere.
Al di là di ciò che lo innesca, la reazione psico-fisica è esattamente la stessa: il cuore accelera, il respiro si fa più rapido, la testa vuota e leggera, la sudorazione aumenta e si attivano meccanismi di allarme.
L’escalation di reazioni e sintomi fisici porta spesso alla sensazione di perdere il controllo totale, come se qualcosa di oscuro e incontrollabile ci possedesse.
La paura che si accompagna a questa esperienza può essere di morire, impazzire o essere posseduti da una forza oscura che ci fa agire al di fuori della nostra volontà.
Dopo il picco ci si sente storditi e spossati.

Disturbo da attacchi di panico: causa e persistenza
Di solito il primo attacco di panico si manifesta improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno; è un’esperienza terribilmente spaventosa che innesca la paura di un qualcosa che fino a quel momento non si conosceva. Inizia così di solito la paura di poter rivivere nuovamente un’esperienza simile, la paura di poter di nuovo provare paura.
Di solito per gestire la paura e tentare di sfuggire dalla possibilità di poter di nuovo perdere il controllo viene messo in atto un cluster di strategie fallimentari che nella loro escalation finiscono in breve tempo per essere controproducenti e alimentare ancora di più il problema piuttosto che risolverlo.
- Tentativo di ascolto e controllo dei parametri fisiologici: chi ha paura di poter sperimentare di nuovo tutte quelle spaventose sensazioni corporee del disturbo di panico inizia ad essere costantemente in ascolto di sé stesso e del proprio corpo. Una marionetta rotta con gli occhi rivolti in dentro sempre vigile a cercare di sentire se ci sono alterazioni ma il mettersi in ascolto con paura di sé stessi e delle proprie sensazioni produce esattamente le sensazioni temute. Tale percezione alimenta ancora di più la paura che produce ulteriore alterazione dei parametri fisiologici, il cuore accelera di più, la gola si stringe, il respiro è sempre più in affanno. Il tentativo di controllare le proprie sensazioni alterate produce l’effetto paradossale di alimentarle ancora di più fino all’escalation del panico.
- Evitamento e fuga: il tentativo di evitare tutte le situazioni temute per evitare ancora di soffrire di attacchi di panico rappresenta anch’esso una tentata soluzione che non solo non aiuta a risolvere il problema ma non fa altro che peggiorarlo sempre di più. Evitare qualcosa che spaventa rappresenta soltanto un tampone momentaneo. Quello che accade è che nel breve tempo esso dà sollievo immediato, dà la sensazione di sentirsi salvi, di aver scampato un pericolo ma contemporaneamente non fa altro che confermare la pericolosità della situazione evitata contribuendo a peggiorare la paura e preparando l’evitamento successivo. Si avvia così una spirale di evitamenti progressivi che producono un aumento sempre maggiore della paura, una diminuzione del senso di fiducia nelle proprie capacità che genera un aumento della reazione fobica fino a far divenire il problema sempre più invalidante e limitante.
- Richiesta di aiuto diretta e indiretta: un’altra strategia controproducente, messa in pratica da chi vive nella paura degli attacchi di panico, è la richiesta di aiuto, ossia la tendenza a farsi accompagnare (chiedendo apertamente aiuto o facendo in modo da non essere da soli) per non ritrovarsi da soli in caso di ulteriori crisi di panico o perdita di controllo. Sentire di non essere da soli rassicura, tranquillizza e quindi momentaneamente produce un abbassamento della paura. Anche in questo caso però è un effetto solo momentaneo. Tale meccanismo si rivela essere infatti un’ulteriore trappola. Mentre ci si rassicura il sentirsi protetti da qualcuno non fa altro che insinuare sempre di più il tarlo dell’insicurezza. Più chiedo protezione più sento che non sono in grado di fare da solo, ogni volta ho bisogno di continuare a chiedere aiuto perché la paura è sempre maggiore. Tale meccanismo nella sua escalation di percezioni e reazioni alla paura contribuisce a incrementare sempre di più il disturbo.
L’attacco di panico non è solo un sintomo del disturbo da panico, ma lo si più riscontrare come effetto anche di altre problematiche.

Come curare gli attacchi di panico: terapia consigliata
La terapia breve strategica è ad oggi una delle terapie più efficaci ed efficienti per chi soffre di questi disturbi.
Non importa se il problema è presente da poco o da diverso tempo.
Anche se si combatte contro di essi da diversi anni, i disturbi da panico possono essere superati efficacemente con la terapia breve strategica.

Come funziona la terapia breve in questi casi?
L’obiettivo della terapia breve strategica è individuare le tentate soluzioni che mantengono il problema (le strategie fallimentari) per sovvertirle e sostituirle con strategie più funzionali che aiutino la persona a gestire il problema e a superarlo.
Anche nel disturbo da attacchi di panico andremo ad utilizzare dunque una serie di strategie comunicative e manovre terapeutiche create ad hoc, al fine di interrompere tale circolo vizioso di tentate soluzioni che alimentano il disturbo stesso.
Cure su misura a Roma e online
Ogni intervento è calzato su misura.
L’obiettivo è quello di far sperimentare alla persona nuove strategie di gestione della paura e fargli sentire che è in grado di affrontare anche ciò che finora era vissuto con timore, liberandolo dalla gabbia del panico.
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