Pensieri intrusivi

 

Pensieri Intrusivi: cosa sono e come eliminarli dalla mente.

 

ragazza pensierosa

 

Cosa sono i pensieri intrusivi

Hai mai avuto l’impressione che nella tua mente arrivino pensieri improvvisi, a volte anche sgradevoli o spaventosi, senza averli cercati?

Questi sono i pensieri intrusivi, che arrivano improvvisamente nella nostra mente, al di fuori del nostro controllo razionale.

Di per sé, quando i pensieri intrusivi sono occasionali, rappresentano un fenomeno molto comune e normale che tutti, almeno una volta, abbiamo sperimentato nella nostra vita.

Non sono pensieri voluti o finalizzati a uno scopo, ma semplicemente il risultato del continuo lavoro della nostra mente, che elabora informazioni, anticipa eventi e valuta rischi.

In sostanza, questi pensieri sono parte del normale funzionamento del nostro cervello, che è sempre attivo e in movimento.

Tuttavia, quando diventano ricorrenti e fonte di forte disagio, essi si trasformano in vere e proprie ossessioni.

 

pensieri intrusivi ossessivi

Pensieri intrusivi nel Doc

Il pensiero intrusivo può essere parte di diverse problematiche.

Nella forma di veri e propri pensieri intrusivi ossessivi, rappresentano uno dei sintomi del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC).

Nel DSM-5 TR le ossessioni vengono definite come:

– Pensieri, impulsi e/o immagini mentali ricorrenti e persistenti che causano ansia e disagio (criterio A);

– Richiedono molto tempo (es., più di un’ora al giorno) o causano significativo disagio o compromissione in aree importanti del funzionamento (sociale, lavorativo, ecc.) (criterio B).

 

Esistono diverse forme di pensiero intrusivo.

Possiamo distinguere due macro aree: quella dei pensieri perfetti e quella dei pensieri brutti.

 

pensieri intrusivi

 

La prima macro area riguarda tutte le ossessioni legate a:

  • Ordine,

 

  • Pulizia,

 

  • L’idea che tutto debba andare alla perfezione o essere in un certo modo,

 

  • Paura dello sporco e di essere contaminati o di non essere abbastanza puliti.

 

dubbi psicologia

 

La seconda categoria riguarda, invece, i pensieri più inquietanti e spaventosi:

  • dubbi sulle proprie tendenze sessuali “sono o non sono omosessuale?” “sono o non sono etero sessuale?”;
  • dubbio di amare o meno il proprio partner;
  • dubbio di aver fatto un gesto inconsulto e irriprovevole verso sé stesso o verso gli altri;
  • paura di uccidere le familiari / far del male ai propri figli;
  • o anche pensieri negativi su persone care;
  • dubbio di aver investito qualcuno;
  • pensieri e immagini blasfeme;
  • paura di fare cose vergognose in pubblico;
  • pensieri incestuosi;
  • ossessioni sessuali, infatti disturbo ossessivo compulsivo e sessualità sono spesso correlati;
  • paura di compiere impulsi pedofilici;
  • paura di soffrire di un grave disturbo mentale.

 

ossessioni doc

Funzionamento dei pensieri intrusivi: in che modo si alimentano?

Il criterio A del DSM 5 sui doc riporta che di fronte alla presenza di pensieri intrusivi vengono messi in atto tentativi di ignorare, sopprimere questi pensieri, impulsi, immagini, o neutralizzarli con un altro pensiero, o azione (ad esempio attraverso una compulsione).

Si tenta quindi di controllare e gestire tali pensieri attraverso la messa in atto di alcuni comportamenti.

I più frequenti sono:

  • il tentativo di scacciarli dalla propria mente;
  • tentativo di rispondere ai dubbi mentali;
  • messa in atto di rituali (es. controlli; rituali di lavaggio;);
  • richieste di rassicurazioni dirette e indirette;
  • paura di perdere il controllo;
  • richieste di vicinanza e aiuto a per sentirsi protetti e rassicurati rispetto alle proprie paure;
  • evitamenti e coinvolgimenti precauzionali;
  • messa alla prova.

Tali atteggiamenti corrispondono alle tentate soluzioni, ovvero sono modalità di funzionamento messe in atto per gestire ansia e paure che si rivelano essere controproducenti.

Poiché finiscono per rafforzarli nel tempo, creando un circolo vizioso che aumenta ansie e disagi, compromettendo la qualità della vita.

E così ad esempio chi inizia a mettere in atto modalità di evitamento di cose o situazioni per gestire i propri dubbi e paure, esattamente come accade nelle patologie fobiche, sul momento si sente rassicurato nel non confrontarsi con ciò che scatena i propri pensieri ossessivi.

l'evitamento che ti intrappola

L’evitamento che amplifica il disturbo

Ma è proprio tale evitamento che non fa altro che confermare le proprie paure amplificandole e alimentando sempre più l’ossessione.

Il controllo compulsivo in risposta ai propri dubbi o finalizzato a prevenire i dubbi stessi, allo stesso modo, rassicurano sul momento, ma non fanno altro che confermare l’ossessione perché se ho bisogno di controllare vuol dire che realmente la mia paura può realizzarsi.

Questo fa si che controllo dopo controllo l’ossessione prenda sempre più spazio così come l’ansia che ne deriva.

Mettersi alla prova è un’ulteriore trampolino di lancio dell’ossessione.

Chi teme ad esempio di essere un pedofilo o anche chi ha il dubbio di non amare il proprio partner cerca di mettersi alla prova sintonizzandosi con le proprie sensazioni ed emozioni in presenza rispettivamente di bambini o del proprio partner.

Ciò che accade è che già il mettersi in ascolto delle proprie sensazioni che un’alterazione delle sensazioni.

Di solito quindi tale ascolto non rassicura ma alimenta ancora di più dubbi e paure nel tempo.

Anche la richiesta di rassicurazione a familiari e conoscenti, messa in atto per placare ansie e dubbi, ha l’effetto momentaneo di sollievo.

Difatti subito dopo il dubbio riparte e sempre più forte di prima.

Sentirsi rassicurati su una paura conduce a rinforzare questa paura perché il meccanismo di fondo è:

“Se hai bisogno di sentirti rassicurata vuol dire che probabilmente quella cosa si potrebbe verificare…”.

E tale subdolo feedback porta a sentirsi sempre più insicuri, spaventati e il circolo vizioso di paura e richiesta di rassicurazione si mantiene.

 

cura dei pensieri intrusivi

Come liberare la mente

Uscire dalla gabbia di ansia e pensieri ossessivi è assolutamente possibile e con la terapia breve strategica lo possiamo fare iniziando ad ottenere risultati già dalle prime sedute.

Come per altre problematiche l’obiettivo è capire innanzitutto come funziona il problema nella sua peculiarità e quindi individuare le tentate soluzioni messe in atto rispetto al tipo di ossessioni.

Ogni situazione è a se ed è bene individuare la specificità del caso per poter procedere.

come liberare la mente

Pensieri intrusivi come liberarsene definitivamente

L’obiettivo della terapia strategica è quello di “smontare” il tentativo di controllo delle ossessioni che non fa altro che alimentarle, interrompendo attraverso strategie ad hoc i meccanismi che nel presente le stanno alimentando.

  • Chi soffre di pensieri intrusivi spesso fa fatica ad accettare che la propria mente possa generare anche pensieri scomodi, e si difende continuamente da essi. Per liberare la mente da questi pensieri indesiderati, è utile renderla più elastica, entrando in contatto con i pensieri stessi, giocandoci, portandoli all’estremo dell’assurdo. Quando si riesce a fare questo, si trasforma il modo in cui si percepiscono, arrivando a considerarli come qualcosa di cui ci si può anche permettere di pensare, senza più paura né sensazione di essere perseguitati da essi.

A livello terapeutico, questo principio può essere applicato attraverso diverse strategie, adattate alla specificità dell’ossessione e ai tentativi individuali, spesso inefficaci, di liberarsene.

Per esempio, si può prescrivere una mezz’ora di “peggiori fantasie”, durante la quale si evocano e esasperano volontariamente i pensieri intrusivi fino all’assurdo, quotidianamente.

Oppure, se il tentativo di gestire i pensieri porta a rituali compulsivi, si può adottare il “rituale forzato”: ripetere sistematicamente un rituale per assumere il controllo su di esso, smontandolo e, di conseguenza, indebolendo le ossessioni.

In altri casi, quando si cerca di risolvere i dubbi ossessivi con risposte razionali che finiscono invece per alimentare un circolo vizioso di dubbi e ruminazioni, l’obiettivo è insegnare alla persona che pensa in tal modo a distinguere tra dubbi che meritano una risposta e quelli che sono semplicemente ossessivi, e non richiedono alcuna risposta.

mente felice e libera dai pensieri negativi

Come tranquillizzarsi facilmente

Imparare a lasciar andare questi ultimi, smettendo di dargli importanza e di rispondere, aiuta a smontare i dubbi e a interrompere il ciclo di ossessioni.

La chiave principale è accettare che la propria mente possa pensare qualsiasi cosa senza sentirsi obbligati a controllare o reprimere ogni pensiero. Questa accettazione permette al cervello di liberarsi dall’ossessione e di funzionare in modo più sereno.

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