Disturbi sessuali: possono dipendere dalla psiche?

Disturbi sessuali psicologia
Il sesso è fondamentale per la sopravvivenza della specie umana.
Proprio per questo l’essere umano è dotato perfettamente dei sistemi che regolano il comportamento sessuale a livello biologico.
Nonostante ciò i disturbi del comportamento sessuale sono ad oggi presenti in notevole percentuale sia negli uomini che nelle donne.

Quali sono i disturbi sessuali negli uomini e nelle donne
Esaminiamo ora quelli che sono i disturbi sessuali più frequenti.
Nel Dsm 5, manuale statistico dei disturbi mentali, le disfunzioni sessuali sono:
1- Eiaculazione ritardata;
2- Disturbo erettile;
3- Disturbo dell’orgasmo femminile;
4- Problemi legati al desiderio sessuale e all’eccitazione sessuale femminile;
5- Disturbo del dolore genito-pelvico e della perequazione;
6- Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile e femminile;
7- Eiaculazione precoce.

Terapia breve strategica dei disturbi sessuali
La terapia breve strategica, a differenza di altri approcci più classici, si pone l’obiettivo di lavorare concretamente sul problema non ricercando di comprenderne le cause.
In quanto cercando di capire come funziona il problema nel presente, attraverso l’indagine delle tentate soluzioni, mira a disinnescare le strategie disfunzionali che alimentano e mantengono il problema nel tempo.
È un approccio attivo in cui terapeuta e paziente giocano la stessa partita: l’obiettivo è la risoluzione del problema.

Problemi del comportamento sessuale: come funzionano?
I meccanismi che regolano il comportamento sessuale, di base, sono dei meccanismi automatici e spontanei, esattamente come l’alimentazione, il respiro, etc…
Ovvero si attivano naturalmente senza la volontà umana.
Anzi, la sua interferenza ne altera e rallenta il funzionamento.
Laddove vengono messi in atto tentativi di realizzare volontariamente un comportamento che per natura è spontaneo si crea il problema.
Questo è ciò che accade nella maggior parte dei problemi sessuali.
Le modalità messe in atto dalle persone che presentano problematiche di questo tipo rientrano in due categorie:
1) La ricerca volontaria di sensazioni o reazioni che per natura sono spontanee,
2) L’evitamento di esse.

Effetto opposto
Entrambi producono esattamente l’effetto opposto rispetto a quello ricercato.
Più si ricerca di avere il controllo su sensazioni e reazioni spontanee, più si ha l’effetto di inibire e viceversa.
Più non si ottiene l’effetto voluto più, nonostante ciò, tali comportamenti vengono reiterati mantenendo e alimentando la difficoltà sessuale.

Disturbo sessuale femminile
Facciamo l’esempio del disturbo dell’orgasmo femminile.
Di fronte alla difficoltà di sperimentare piacere di solito viene messo in atto un tentativo di controllo delle proprie sensazioni per rincorrere in tutti i modi la sensazione di piacere.
Quel che accade però in molti casi è che più si ricerca di provare piacere, più non lo si prova.
Di fatto è una sensazione spontanea, difficile da evocare.
Più accade ciò, più si percepisce la difficoltà e il sesso viene vissuto con sofferenza.
Processi analoghi avvengono anche nelle altre disfunzioni sessuali sia nella donna che nell’uomo.

La terapia breve strategica nei disturbi sessuali si pone l’obiettivo di interrompere la messa in atto delle tentate soluzioni, che alterano la spontaneità del comportamento correlato al sesso.
In assenza di difficoltà fisiche, è sufficiente interrompere l’interventismo attivo messo in atto nel ricercare, o ritardare le reazioni sessuali spontanee.
E quindi permettere la risoluzione del problema.
Se vuoi capire meglio il meccanismo:
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