Ipocondria: cos’è e come nasce.

L’ipocondria è la paura delle malattie
Ti capita spesso di preoccuparti per la tua salute? Di sentire un piccolo sintomo e pensare subito al peggio?
Di cercare su internet cosa potrebbe significare quel dolore, quella macchia o quella sensazione? Se la risposta è sì, potresti soffrire di ipocondria, un disturbo molto più comune di quanto si pensi.
Ma la buona notizia è che si può superare e con la psicoterapia breve strategica puoi uscire da questa spirale in tempi brevi e in modo concreto.

Che cos’è l’ipocondria?
“Sono sempre in ansia! Appena sento un sintomo fisico penso subito di avere una malattia grave e mi agito, vado nel panico! Non faccio altro che controllarmi durante il giorno perché sono sicura di avere qualcosa che non và!”.
Si presentano così la maggior parte delle persone che chiedono aiuto per risolvere un problema di ipocondria.
L’ipocondria rappresenta una particolare condizione psicologica in cui è presente la paura costante di essere malata o di ammalarsi di una grave patologia. E’una paura così pervasiva da alterare significativamente la qualità di vita.
Nel DSM 5, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, l’ipocondria è stata ridefinita come disturbo da sintomi somatici e disturbo da ansia di malattia, sulla base della presenza o meno di sintomi somatici.

I criteri diagnostici principali del disturbo da sintomi somatici
Tali criteri sono distribuiti in:
- A- Presenza di uno o più sintomi somatici che procurano disagio e portano ad alterazioni significative nella vita quotidiana. E’ tipico che la persona possa soffrire contemporaneamente di molteplici sintomi somatici.
- B- Livelli molto elevati di preoccupazione riguardante la malattia. Hanno pensieri, sentimenti o comportamenti eccessivi correlati ai sintomi somatici o associati a preoccupazioni relative alla salute.
- C- Sebbene possa non essere presente alcuni dei sintomi la condizione di essere sintomatici è persistente.
I criteri diagnostici del disturbo da ansia di malattia indicano invece:
- A- Preoccupazione di avere o contrarre una grave malattia non diagnosticata.
- B- I sintomi somatici non sono presenti o, se sono presenti, sono di lieve intensità. Il disagio della
persona proviene non tanto dal sintomo quanto dalla sua ansia per il senso e il significato o
causa del sintomo presentato.
- C- Presente un livello di ansia per la salute e ci si allarma facilmente per il proprio stato di salute.
- D- La persona attua una serie di comportamenti eccessivi correlati alla salute come:
– Controlli eccessivi del proprio corpo alla ricerca di segni di malattia,
– Ricerche eccessive sulle malattie temute,
– Chiede ripetute rassicurazioni a familiari e medici,
– Evitamenti.

Da quali altri disturbi possiamo distinguere l’ipocondria?
Va fatta diagnosi differenziale con i disturbi d’ansia:
– Disturbo da panico: in questo caso gli attacchi di panico sono più episodici e sono innescati dalla paura di perdita del controllo più che dal timore della malattia;
– Ansia generalizzata: in questo caso la paura e l’ansia sono più generalizzate verso eventi diversi e non focalizzate esclusivamente su sintomi e malattia;
– Agorafobia: in questo caso la paura è quella di allontanarsi e gli evitamenti messi in atto per gestirla riguardano spazi aperti e chiusi; non sono improntati dunque al tema della salute e malattia come nell’ipocondria;
– Disturbo ossessivo-compulsivo: nell’ipocondria la modalità di alcuni atteggiamenti ha una spinta compulsiva ma nell’ambito del doc la paura è più orientata al timore del contagio e
del pericolo di sviluppare la malattia, non tanto di averla. Nel caso del doc inoltre i rituali messi in atto per gestire l’ansia vanno al di là del controllo corporeo e della richiesta di rassicurazione online e alle persone intorno a sé.
Quali sono i meccanismi che favoriscono la strutturazione e il mantenimento del problema?
Nel momento in cui si innesca il timore di avere una o più malattie vengono messi in atto una serie di comportamenti (tentate soluzioni) per ridurre l’ansia e la paura che finiscono paradossalmente per incrementarle ancora di più alimentando maggiormente il sospetto di avere qualcosa di brutto. In altro modo più si cerca di rassicurarsi e stare tranquilli e più cresce la paura.

Meccanismi correlati
Tali meccanismi sono:
– Controllo ossessivo del corpo e dei sintomi: stare in ascolto dei propri sintomi ne amplifica l’intensità e li rende sempre più frequenti. Più ci si ascolta, più si trovano e si percepiscono
dolori e sintomi più cresce la convinzione di malattia.
– Le ricerche compulsive su internet: digitare online i propri sintomi nell’intento di rassicurarsi produce esattamente l’effetto opposto. Online si aprono miriadi di scenari, si legge di molteplici sintomi, l’effetto è quello di sentirseli tutti con il risultato di incrementare ancora di più la paura e gli scenari catastrofici.
– Richieste di rassicurazioni mediche e continue visite mediche: più ci si sottopone a visite e a controlli medici, più si ottengono risposte negative più dopo un momento iniziale di
sollievo e rassicurazione riparte il dubbio e la paura di malattia. Ciò che accade è che gli esiti negativi non fanno altro che alimentare l’idea che si abbia realmente qualcosa che i
medici non riescono a diagnosticare e pertanto è necessario continuare a cercare.
– Socializzazione e richieste di rassicurazioni ai familiari e ai partner sui propri sintomi: più se ne parla, più ci si sfoga e si chiedono rassicurazioni più, esattamente come per le
rassicurazioni online e le visite mediche, non ci si rassicura mai. Anzi, lo sfogo non fa altro che far crescere ancora di più la paura alimentando la focalizzazione sui sintomi.
– Evitamenti da ciò che viene percepito come minaccioso (es. evitare attività fisica per chi ha paura dell’infarto) che sul momento produce un sollievo immediato ma al lungo andare,
come per tutti gli altri problemi di natura fobica, alimenta la percezione di paura di ciò che si è evitato.

Psicoterapia breve strategica dell’ipocondria
Per chi vive nel costante terrore di una malattia la terapia breve strategica offre una via d’uscita rapida, strutturata e profonda.
La psicoterapia breve strategica è un modello terapeutico orientato al cambiamento, focalizzato sulla risoluzione rapida ed efficace del problema presentato.
A differenza di approcci più tradizionali, non si concentra sull’analisi delle cause passate, ma sul funzionamento attuale del problema e sulle tentate soluzioni disfunzionali che lo alimentano.
Attraverso il dialogo strategico e l’uso di prescrizioni comportamentali il terapeuta guida il paziente a modificare le proprie reazioni automatiche controproducenti.
Come funziona?
Sin dalla prima seduta ti aiuterò a osservare e individuare i meccanismi mentali e comportamentali che ti fanno stare male e ti proporrò delle “strategie” concrete che ti permetteranno di sostituire le precedenti iniziando a gestire piuttosto che subire la paura.
Riceverai delle prescrizioni da seguire tra una seduta e l’altra, piccoli esercizi pensati apposta per te, che servono a farti sperimentare un nuovo modo di reagire per gestire la paura e superarla.
L’obiettivo è da un lato interrompere tutto ciò che non funziona e dall’altra favorire un contatto migliore con il proprio corpo in modo tale che ogni sensazione o sintomo venga interpretato correttamente e non in modo catastrofico.
Fonti:
“La paura delle malattie” A. Bartoletti; G. Nardone .
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