Terapia Breve Strategica in età evolutiva

Terapia breve strategica in età evolutiva: perché è efficace anche sui giovanissimi.

terapia strategica per bambini

Migliorare l’equilibrio con la terapia strategica breve

La terapia breve strategica, a differenza delle altre terapie più classiche, lavora non alla ricerca delle cause del problema ma cercando di capire e modificare l’equilibrio disfunzionale che mantiene il problema.

In questo modo la psicoterapeuta individua le tentate soluzioni ovvero tutti quei comportamenti messi in atto per risolvere il problema, e che invece di risolverlo lo mantengono e lo alimentano, per sostituirle con strategie più funzionali che permettano di gestire il problema e risolverlo.

psicoterapeuta età evolutiva

Come si lavora con i minori?

Il lavoro in età infantile presenta caratteristiche diverse da quello in età adulta.

In terapia strategica di fronte a problematiche infantili non si lavora direttamente con i bambini ma attraverso la terapia indiretta.

Andremo ad intervenire, dunque, con il sistema in cui i bambini sono immersi, ovvero con il sistema genitoriale.

approccio in psicoterapia genitori e figli

Perché si lavora in modo indiretto con i genitori?

Andremo a lavorare sul problema attraverso il sistema famiglia. Questo perché Il sintomo del bambino non è una entità isolata ma una risposta adattiva a un contesto relazionale.

I principali motivi per cui la Terapia breve strategica privilegia l’intervento indiretto sono:

  • Limiti cognitivi ed emotivi dei bambini per affrontare una terapia individuale;
  • Le problematiche infantili vengono alimentate da ciò che i genitori fanno nel tentativo di gestire e risolvere il problema del figlio (tentate soluzioni genitoriali) per cui è necessario intervenire sulle tentate soluzioni genitoriali per ottenere una risoluzione del problema;
  • Evitare il rischio di patologizzazione e di etichettamento che comporterebbe portare un minore in terapia.

comportamenti fra genitori e figli

Quali sono di solito le tentate soluzioni genitoriali che aumentano le difficoltà del figlio

Di fronte alla difficoltà di un figlio ogni genitore cerca di intervenire nel migliore dei modi nel tentativo di risolvere il problema e aiutare il proprio figlio.

Le tentate soluzioni genitoriali dunque non sono degli errori genitoriali, ma le modalità che un genitore mette in atto con le migliori intenzioni, e che in quel caso però non aiutano ad alleviare la difficoltà ma la sostengono, e nel tempo finiscono per alimentarla, diventando il vero meccanismo di mantenimento del problema.

La terapia indiretta lavora sulle tentate soluzioni genitoriali aiutando i genitori a fare a meno di ciò che non funziona e a sperimentare nuove modalità relazionali.

I genitori sono agenti terapeutici attivi.

Il terapeuta fornisce indicazioni strategiche spesso molto concrete che permettono agli adulti di diventare il principale motore del cambiamento.

tentate soluzioni nei problemi fra genitori e figli

Cosa fanno di sbagliato i genitori sui figli nel dettaglio

Le principali tentate soluzioni genitoriali sono:

  • Iperprotezione e sostituzione: conferma al bambino che non è capace e che il mondo è pericoloso;
  • Rassicurazioni: offrono un sollievo momentaneo ma a lungo andare alimentano le paure mantenendo e peggiorando il problema;
  • Controllo eccessivo;
  • Richieste di cambiamento diretto;
  • Punizioni;
  • Spiegazioni razionali per modificare il problema;
  • Etichettamento del bambino: il bambino si identifica con il sintomo mantenendolo;
  • Collusione con il sintomo.

terapia breve strategica in età evolutiva

Genitori e bambini: cambiare con la terapia breve

L’obiettivo della terapia indiretta con i genitori è dunque cambiare le loro risposte al comportamento del bambino per modificare le dinamiche che mantengono il problema, senza dire al bambino che ha un problema e che è in terapia.

Il cambiamento avviene indirettamente attraverso il sistema relazionale.

Eviteremo in questo modo di far sentire il bambino sbagliato e difettoso.

Etichette che possono diventare profezie che si autoavverano contribuendo a far persistere il problema.

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